Quando la cantina in centro a Barolo divenne troppo piccola per ospitare le botti e le attrezzature, la famiglia Germano decise di trasferire la produzione in La Morra. Forse seguendo il cuore (la futura moglie di Gian Angelo, Jose, era di La Morra) forse cercando il miglior panorama possibile (oggi core zone del territorio entrato nel patrimonio UNESCO) Gian Angelo acquistò negli anni settanta dalla curia vescovile di Alba, la cascina cosiddetta "del vescovo" che si erge in località San Martino. E' per questo che le etichette hanno la forma della mtria del vescovo.

La Cantina Germano Angelo è composta per un terzo dai locali della cascina seicentesca e per gli altri due terzi dalla nuova costruzione in cui avviene la lavorazione delle uve e la produzione dei vini e dove abita la famiglia.
La parte nuova venne realizzata negli anni ottanta dall'architetto Cosmi che, su espressa richiesta di Gian Angelo, concentrò la progettazione sul rispetto paesaggistico ordinando per esempio soltanto coppi antichi per i più di 2.000 mq di tetto. Le volte della cantina sono tutte realizzate in legno e il colpo d'occhio della sala di vinificazione con la sua grande capriata è davvero suggestivo.

Le stanze di invecchiamento si trovano nella parte più antica dell'edificio dove le mura superano i 60 cm di spessore mantenendo l'ambiente ideale per la conservazione dei vini.
Durante la ristrutturazione sono stati interpellati tecnici specializzati in edifici antichi e si è scoperta la particolare metodologia con la quale fu costruita la cascina.
La casa è praticamente priva di fondamenta, la stabilità è data dallo spessore e dal peso delle mura nelle quali vi è almeno il 70% di pietre di grandi dimensioni. Per costruirla venne innalzata una collinetta di terra alta circa 10 metri, appoggiandosi ad essa vennero man mano posizionate pietre, mattoni e cemento (calce e sabbia) fino ad arrivare all'altezza desiderata, quindi le mura vennero agganciate alla struttura del tetto.
Accorgimento perciò fondamentale è stato quello di non rifare il tetto in modo tradizionale e cioè scoperchiando la casa perché altrimenti i muri sarebbero crollati, ma mantenendo i travi principali e sostituendo man mano il resto.
I mattoni poi sono stati realizzati in loco costruendo una fornace, prova ne è la composizione della terra, la cottura molto irregolare e le impronte di mani e piedi ancora visibili sui mattoni.

La cantina gode di una magnifica vista su gran parte dell'area del Barolo. Qui infatti, durante la bella stagione, vengono organizzate degustazioni di vini accompagnati da prodotti tipici durante le quali si può godere del panorama.